(ASCA) - L'Aquila, 6 apr - L'attivita' didattica, all'Universita' dell'Aquila, e' ripresa a pieno regime, assestata sullo standard tradizionale. Del resto gia' nell'ottobre 2009, anno del terremoto, l'Ateneo aveva ripreso le lezioni, con tutte le difficolta' ed i problemi che il territorio lamentava in quel momento. Caparbiamente, vincendo ogni scommessa, il rettore, Ferdinando di Orio, e' riuscito a mantenere intatta la qualita' formativa e ad arginare la tanto temuta diaspora. Quest'anno gli iscritti sono 23.500, qualche centinaio in piu' rispetto all'anno passato, grazie anche ad una convenzione accademica con la Scuola sottufficiali della Guardia di Finanza. ''Ma tanta solidarieta' nei nostri confronti, dal punto di vista economico, non c'e' stata'', lamenta Di Orio ad ASCA. Per dare agli studenti una sede, l'Universita' ha dovuto affittare capannoni industriali, soprattutto nel nucleo di Bazzano, zona molto decentrata, ed a costi molto sostenuti. ''Se la didattica e' salva - dice il Rettore - lo stesso non si puo' dire per la ricerca, visto che il recupero degli edifici adibiti a laboratori e' ancora molto indietro. Preoccupano i laboratori della facolta' di Scienze e biotecnologia di Coppito e quelli di Ingegneria a Roio''. L'Ateneo e' in affanno per avviare i lavori di recupero degli edifici, sia quelli piu' moderni che quelli storici, splendidi, nel centro citta' dell'Aquila. ''Stiamo utilizzando i fondi della nostra Universita' e alcune risorse del ministero delle Infrastrutture - spiega Di Orio - Stiamo invece ancora aspettando i 70 milioni previsti in un Accordo di programma da me siglato per la ricostruzione degli immobili. Siamo comunque fiduciosi e speriamo a breve di far partire i cantieri sia a Coppito che a Roio''. Ma il vero dramma degli universitari aquilani e' la mancanza quasi assoluta di posti letto. Sono 7.500 gli studenti pendolari e dopo ore di viaggio, e di sonno perso, l'apprendimento per loro e' spesso compromesso. Nel centro storico dell'Aquila, prima del terremoto, vivevano ottomila studenti. Ora citta' off limits restano solo i 300 posti letto della caserma Campomizzi. Gli universitari non possono contare su null'altro. E qui, altra nota dolente. ''Il ministro Gelmini si era impegnata, per risolvere la questione, a stanziare 16 milioni che pero' non sono mai arrivati'' stigmatizza Di Orio. Quanto alla ricostruzione tout court, il Rettore, pur riconoscendo l'efficacia degli interventi nella fase emergenziale, e' convinto che quella sia molto lontana: ''I lavori nel centro storico sono fermi e se e' vero che una citta' si identifica col suo cuore, la conclusione e' tristemente scontata''.
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